Salta al contenuto

Teleriabilitazione: cos'è e come si attiva.

Cosa prevede l'Accordo Stato-Regioni del 2021, per quali pazienti, con quali requisiti e come si remunera. Per strutture e professionisti.

Che cos'è la teleriabilitazione

La teleriabilitazione è la riabilitazione erogata a distanza con strumenti digitali. In Italia il riferimento è l'Accordo Stato-Regioni del 18 novembre 2021, che la definisce come «l'erogazione a distanza di prestazioni e servizi intesi ad abilitare, ripristinare, migliorare, o comunque mantenere il funzionamento psicofisico di persone di tutte le fasce di età, con disabilità o disturbi, congeniti o acquisiti, transitori o permanenti, oppure a rischio di svilupparli».

È un'attività sanitaria di competenza dei professionisti sanitari. Può essere multidisciplinare e, quando serve al paziente, coinvolgere caregiver e familiari. Si usa in continuità, a integrazione o in alternativa alla riabilitazione in presenza, insieme alle altre prestazioni di cura.

Il paziente la riceve dove si trova: a casa, in una struttura sanitaria o sociosanitaria, a scuola o al lavoro. Ne fa parte anche la verifica a distanza dell'uso corretto di ausili, ortesi e protesi nella vita di tutti i giorni.

Riabilitazione a distanza e telemedicina

Riabilitazione a distanza e teleriabilitazione indicano la stessa attività. La teleriabilitazione rientra nella telemedicina: l'Accordo del 2021 parte dalle indicazioni nazionali sulla telemedicina dell'Accordo Stato-Regioni del 17 dicembre 2020 (Rep. Atti n. 215/CSR).

Per chi è e in quali ambiti

Come la riabilitazione in presenza, la teleriabilitazione riguarda tutte le età, dall'età evolutiva agli anziani. L'Accordo cita questi ambiti:

  • motorio e cognitivo
  • neuropsicologico
  • occupazionale
  • della comunicazione e della deglutizione
  • del comportamento

La teleriabilitazione cardiologica e polmonare è nominata a parte: l'Accordo la rimanda a indicazioni nazionali dedicate.

Cosa può offrire, secondo l'Accordo

  • la continuità delle cure fino al domicilio, anche quando il paziente fatica a spostarsi
  • frequenza e intensità dei trattamenti più vicine alle esigenze del paziente e della famiglia, che contribuiscono all'adesione alla cura
  • servizi riabilitativi domiciliari più efficienti, con la presa in carico di più assistiti
  • più spazio per sorveglianza, educazione sanitaria e autocura

Come si attiva un percorso di teleriabilitazione

I passi che l'Accordo chiede all'équipe, prima e durante il trattamento.

  1. Inseriscila nel progetto riabilitativo

    Le prestazioni di teleriabilitazione fanno parte del Progetto Riabilitativo Individuale (PRI), del Piano di Trattamento Individuale (PTI) o del Progetto di Assistenza Individuale (PAI). Gli obiettivi si definiscono lì.

  2. Valuta l'idoneità del paziente, in presenza

    L'équipe multidisciplinare decide caso per caso, sempre in presenza e con riferimento all'ICF. Considera il bisogno riabilitativo, le competenze minime per usare la tecnologia, anche con l'aiuto di un caregiver, e l'adesione del paziente al trattamento.

  3. Scegli modalità e tempi

    Sincrona, asincrona o mista. Si fissano frequenza e durata delle sessioni e durata del progetto, con obiettivi definiti e misurabili.

  4. Raccogli il consenso informato

    Il paziente viene informato sulla modalità a distanza, su cosa comporta e sul trattamento dei suoi dati. Il consenso resta nella documentazione clinica e si può revocare in qualsiasi momento; in quel caso l'équipe rivede il progetto.

  5. Verifica gli esiti

    Il progetto prevede una verifica degli esiti funzionali e assistenziali, anche dal punto di vista del paziente, ad esempio con i PROM, e della sua soddisfazione.

Cosa serve alla struttura

Accreditamento o autorizzazione

Per erogare teleriabilitazione a carico del SSN la struttura deve essere accreditata per quelle attività. In regime privato serve l'autorizzazione sanitaria.

Tecnologia usata secondo le regole

Hardware e software si usano secondo la loro destinazione d'uso, nel rispetto delle norme sui dispositivi medici e sulla protezione dei dati. Quando sono dispositivi medici, la struttura si avvale del servizio di ingegneria clinica.

Assistenza tecnica

Un servizio che interviene da remoto o a domicilio, per la manutenzione e per risolvere i malfunzionamenti.

Formazione del personale

I professionisti sono formati e addestrati all'uso dei sistemi di teleriabilitazione. L'Accordo chiede alle aziende sanitarie di inserire questa formazione nel piano formativo aziendale.

Caregiver e mediatori

Si valuta se coinvolgere un caregiver, istruito ad affiancare il paziente prima, durante e dopo le sessioni, e, quando serve, un mediatore linguistico culturale.

Come si remunera la teleriabilitazione

L'Accordo stabilisce che la tariffa delle prestazioni di teleriabilitazione sia equivalente a quella delle stesse prestazioni erogate in presenza. Cambia il modo in cui si applica, a seconda del setting.

  • Ambulatoriale: la tariffa della stessa prestazione in presenza.
  • Assistenza domiciliare integrata: se la gestisce l'azienda sanitaria, la tariffa ambulatoriale. Se la eroga un privato contrattualizzato, nessuna remunerazione aggiuntiva per le prestazioni già previste dal contratto; per le altre, modalità concordate con l'azienda sanitaria.
  • RSA: se la prestazione è già compresa nella tariffa giornaliera, nessuna remunerazione aggiuntiva. Altrimenti si prescrive su ricettario del SSN e vale la tariffa ambulatoriale.
  • Centri di riabilitazione ex art. 26 della legge 833/1978: le regole del setting in cui la prestazione viene erogata.

Ogni Regione recepisce l'Accordo con propri atti: codici e tariffe si verificano negli atti della Regione in cui opera la struttura.

Dove si inserisce Selfmotion

Selfmotion è una piattaforma di teleriabilitazione per strutture e professionisti: un'app per il paziente, una dashboard per il clinico.

Il fisioterapista prescrive il programma e ne imposta i parametri dalla dashboard. Il paziente esegue gli esercizi a casa davanti alla fotocamera del proprio dispositivo, guidato dalla voce dell'app, e il fisioterapista ne consulta il report e il replay del movimento. Chat e videochiamate integrate coprono la parte sincrona del percorso.

L'analisi avviene sul telefono del paziente. A noi arrivano i dati del movimento, non le immagini.

Scopri la piattaforma
Dashboard di Selfmotion: la scheda di Anna R. con aderenza alle sessioni e alle serie e l’elenco delle sedute svolte in autonomia. Dati dimostrativi.

Domande frequenti sulla teleriabilitazione

Teleriabilitazione e riabilitazione a distanza sono la stessa cosa?

Sì. Sono due nomi della stessa attività, la riabilitazione erogata a distanza con strumenti digitali da professionisti sanitari, dentro un progetto riabilitativo.

Chi può erogare la teleriabilitazione?

I professionisti sanitari, ciascuno secondo le proprie competenze, nell'équipe multidisciplinare che elabora il progetto riabilitativo. Prescrizione, esecuzione, controllo, monitoraggio e modifica delle prestazioni restano attività sanitarie.

Quali pazienti possono seguirla?

Pazienti di ogni età, con disabilità o disturbi o a rischio di svilupparli. L'idoneità si decide caso per caso, sempre in presenza. Contano le competenze minime per usare la tecnologia, anche con l'aiuto di un caregiver, e l'adesione al trattamento.

Che differenza c'è tra teleriabilitazione sincrona e asincrona?

Nella sincrona professionista e paziente sono collegati nello stesso momento, per esempio in videochiamata. Nell'asincrona il paziente esegue gli esercizi in autonomia e il professionista consulta i dati in un secondo momento. L'Accordo prevede anche la modalità mista.

La teleriabilitazione è a carico del SSN?

Può esserlo, se la eroga una struttura accreditata per quelle attività. L'Accordo prevede una tariffa equivalente a quella della stessa prestazione in presenza; codici e modalità dipendono dagli atti con cui ciascuna Regione lo recepisce.

Serve il consenso del paziente?

Sì. Il paziente viene informato sulla modalità a distanza e sul trattamento dei dati. Il consenso si conserva nella documentazione clinica e si può revocare in qualsiasi momento.

Selfmotion è un dispositivo medico?

Selfmotion è in certificazione come dispositivo medico MDR. Fabbricante e dati del dispositivo sono nella pagina Informazioni regolatorie.

Cosa serve al paziente per usare Selfmotion?

Il proprio telefono, appoggiato in modo stabile. L'app usa la fotocamera e non ci sono sensori da indossare. Il paziente riceve l'invito dalla struttura e trova nell'app il programma prescritto dal fisioterapista.

Vuoi attivare la teleriabilitazione nella tua struttura?

Una demo di 20 minuti, con i tuoi casi reali.